Trattamento e psicoterapia per l’ansia

ANSIA: QUALE TRATTAMENTO?

Il trattamento elettivo per la cura dei disturbi d’ansia è la psicoterapia cognitivo-comportamentale: si tratta di un approccio terapeutico molto potente che va ad intervenire sulle cause del disturbo e non sui sintomi fisici (come accade, invece,somministrando degli psicofarmaci). Il trattamento è il connubio della condizione cognitiva e della condizione comportamentale: ovvero, del pensiero e della condotta.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale si propone di individuare gli errori di pensiero posti in essere dal soggetto con disturbo d’ansia, in quanto causa delle manifestazioni fisiche del problema stesso. Il paziente coi suoi pensieri altamente negativi genera e alimenta l’emozione della paura in riferimento al fatto che possa accadere qualcosa di temuto.
Il primo passo, nella terapia, è l’identificazione del pensiero da cui scaturisce il timore. Ciò induce gradualmente alla consapevolezza che si tratti in realtà di pensieri disfunzionali, dal momento che non esistono delle prove concrete che possa effettivamente realizzarsi ciò che si reputa una minaccia per se stessi. Quando si fantastica sul futuro sulla base del proprio stato emotivo negativo, infatti, oltre che nel riferimento al destino e nel ragionamento emotivo (secondo cui qualcosa andrà storto a causa del proprio stato d’animo spaventato e timoroso), s’incappa anche nell’errore della connotazione dell’ignoto che, in quanto tale, non può essere previsto.
Una volta individuato il flusso dei pensieri distorti tramite uno degli strumenti tecnici forniti dal trattamento, il cosiddetto “laddering”, il paziente si accorgerà che non ci sono delle evidenze, bensì delle conseguenze temute, ma non dimostrate.
Quelli sopraccitati, sono solo tre dei dodici modi complessivi di errori cognitivi in cui la mente umana può compiere pensieri distorti e disfunzionali: questa tipologia di pensieri che hanno come effetti diretti il dubbio e la paura, generano nel soggetto delle manifestazioni di ansia con i suoi sintomi fisici accompagnatori (tremore, tachicardia, sudorazione, brividi di freddo, vampate di calore, ecc..).
Questo percorso che porta all’ansia è ben esplicata in un altro strumento grafico insegnato dalla terapia cognitivo-comportamentale, ovvero il “Modello ABCD”, in cui “A” indica la situazione in cui il paziente si trova, “B” ne indica i suoi pensieri, “C” sono l’emozione di base (paura) e i sintomi fisici che ne scaturiscono e, infine, “D” concerne la condotta posta in atto.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale consente, una volta individuati, di ristrutturare i pensieri disfunzionali, la vera e sola causa del problema: il che comporterà un cambiamento anche a livello emotivo, ossia un riportare alla normalità delle manifestazioni fisiche e psicologiche, e dunque una remissione progressiva dei sintomi dell’ansia.

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