Le cause e i rimedi per superare il calo di desiderio sessuale

IL CALO DEL DESIDERIO SESSUALE: CAUSE E RIMEDI PER SUPERARE

In riferimento al calo del desiderio sessuale, occorre innanzitutto stabilire se il problema sia correlato ad una causa fisica/organica (di competenza di medici specialisti quali l’urologo e l’andrologo, su consiglio in prima battuta del proprio medico curante) o ad una causa psicologica (di competenza dello psicoterapeuta, il quale andrà a valutare se trattasi di disturbo occasionale legato a circostanze di stress momentanee oppure se di un problema più generalizzato connesso all’ansia da prestazione sessuale).

A livello clinico, questo calo sessuale potrebbe essere causato, ad esempio, dagli effetti collaterali di determinati farmaci (come ansiolitici o antidepressivi) somministrati dal paziente per determinati motivi di salute. Ma sarà il medico a stabilirlo e a procedere alla risoluzione attraverso un riadattamento della cura farmacologica o la sostituzione di un farmaco con un altro.

In altri casi, dopo aver proceduto agli approfondimenti di carattere medico e stabilita, attraverso questa tipologia di indagini, la sanità fisica del paziente, si può procedere alla diagnosi di una causa psicogena alla base del problema. Il trattamento di cura, in questa circostanza, è completamente diversa rispetto alla precedente: generalmente il disturbo si collega alla suddetta ansia da prestazione. Si può affermare che il calo del desiderio si presenti in concomitanza della paura verso il rapporto sessuale: circoscrivendo l’argomento, il paziente ha timore dell’eventuale fallimento della prestazione causato da una produzione insoddisfacente dell’erezione.

In studio si assiste alle esperienze di pazienti con calo del desiderio sessuale che hanno sperimentato, nei periodi immediatamente precedenti o radicati più in passato, delle difficoltà a livello erettile: ossia la perdita dell’erezione prima o durante il rapporto d’intimità con la partner, rendendolo di fatto impossibile a compiersi.

Queste situazioni ingenerano, in chi ne è vittima, un circolo vizioso di pensieri disfunzionali, cioè di errori di ragionamento, dove il più  frequente è quello dell’ipergeneralizzazione. Sulla base di questo sbaglio cognitivo, uno specifico evento è visto come essere caratteristica di vita in generale piuttosto che come essere un evento fra tanti: è fare di tutta l’erba un fascio. Il paziente potrebbe pensare: “Dato che mi è capitato una volta di avere un calo dell’erezione, allora potrebbe succedere ancora in futuro”, “Dato che è già successo prima di non riuscire a completare un rapporto sessuale, ricapiterà di nuovo”. L’emozione che ne scaturisce non può che essere di ansia verso la performance e, di conseguenza, lo stato d’animo non potrà che essere caratterizzato da paura e preoccupazione: lo sconforto nel prospettarsi a mente la propria incapacità ad avere un rapporto non permetterà di eccitarsi e quindi di produrre l’erezione. Non solo: il soggetto comincerà a perdere la propria autostima ipotizzandosi quelli che potrebbero essere i cattivi giudizi della partner, la quale potrebbe etichettarlo poco virile o, addirittura, potrebbe mollarlo perché stanca e non soddisfatta della vita sessuale di coppia.

Tali pensieri distorti vanno a produrre una nuova categoria di errore cognitivo, quella della doverizzazione. Essa consiste nell’uso di “dovrei”, “devo”, “bisogna”, “si deve”, ecc… per assicurare la necessaria motivazione e il controllo al comportamento. Chi compie tale errore si basa sui concetti di “devo…”, “si dovrebbe…”, “gli altri devono…”. In questa categoria vi è, da parte del paziente, la percezione del dovere della sua condotta e della doverizzazione degli altri nei suoi confronti: ogni volta che ci s’impone di fare qualcosa o ci si aspetta qualcosa da altri, si sta male perché il senso di costrizione per sé nei confronti degli altri (“devo fare”) o per gli altri nei confronti di sè (“gli altri devono fare”) induce a un’emozione negativa (delusione, tristezza, rabbia). Il paziente potrebbe pensare: “Devo assolutamente riuscire ad avere un’erezione e un rapporto sessuale”. Questo meccanismo mentale è controproducente: ogni volta che ci si impone di riuscire per forza in una certa cosa, l’emozione sarà sicuramente negativa, tant’è che in un contesto intimo di approccio concreto al rapporto sessuale l’effetto diretto dello stato emotivo di agitazione ansimante sarà naturalmente quello della mancanza di erezione.

A cascata s’interseca un nuovo tipo di pensiero sbagliato, frutto della catastrofizzazione, secondo cui gli eventi negativi che possono capitare sono trattati come intollerabili catastrofi piuttosto che essere visti nella giusta prospettiva. Un pensiero tipico è: “È gravissimo non riuscire a soddifare una donna”. Sicuramente è una sensazione spiacevole, ma non è assolutamente ciò che di più grave possa accadere nella vita, anche perché è perfettamente risolvibile.

Il desiderio sessuale è fondamentale nella produzione e nel mantenimento dell’erezione ed è in contrasto con le emozioni della paura e della tristezza: laddove siano presenti queste ultime, si verificherà un calo drastico della voglia di consumare un rapporto intimo e, dunque, della qualità dell’erezione.

Il paziente, a un certo punto, dinanzi all’avvertito calo del desiderio sessuale inizia a interrogarsi e a convincersi che possa dipendere dalla diminuzione dell’attrattiva verso la propria partner. Questo è un fatto che in alcune storie ha la sua rilevanza nel problema, ma nella maggior parte dei casi ne è completamente estraneo. Il problema, infatti, è legato al timore assoluto di fallire rispetto alla propria donna e all’occasione sessuale in sé: il rapporto intimo non viene più concepito come un momento di piacere e di appagamento, bensì come una prova d’esame da sostenere, dove si può essere anche “bocciati”. Questo clima di tensione e di tristezza comporta una riduzione del piacere sessuale, inducendo il soggetto alla strategia autoprotettiva dell’evitamento delle circostanze che lo richiederebbero.

Per la comprensione e la risoluzione del problema cognitivo legato al calo del desiderio sessuale è consigliata la guida di uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, che insegnerà le strategie e le tecniche adeguate a ristrutturare i pensieri disfunzionali.

Articolo a cura: Dott. Pierpaolo Casto – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

 

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