Come mantenere l’erezione – ecco cosa fare

COME MANTENERE L’EREZIONE – ECCO COSA FARE

In questo approfondimento ci concentreremo su come mantenere l’erezione in quei momenti di intimità sessuale con la partner che la rendono difficoltosa, mentre invece quando si è da soli non si assiste ad alcun tipo di problema.

Da ciò si deduce che la difficoltà erettile, intesa come perdita del vigore prima o durante l’atto, insorge esclusivamente nella situazione sessuale, a differenza degli altri momenti quando il paziente riesce ad eccitarsi adeguatamente e a produrre l’erezione corretta.

Questo dato è molto importante perché consente di capire che non si tratta di un problema organico dal momento che, se esistesse un’anomalia nell’apparato o nella fisiologia del pene o della prostata, la difficoltà d’erezione sarebbe costante in ogni circostanza, sia in quella di approccio sessuale, sia quando la performance non è richiesta.

Molti pazienti, addirittura, raccontano di essersi sentiti molto eccitati e di aver avuto un’erezione potente prima di incontrare la propria donna ma poi, durante l’atto sessuale, sono incappati in una defaillance, avendo mancato o perduto nel mentre lo stato erettile che, invece, si è riproposto in momenti successivi, lontani dalla performance, come ad esempio durante la notte.

Tutto ciò conferma che il problema non è legato all’organo, bensì riferibile a qualcosa di psicologico: non c’è da spaventarsi perché il vostro cervello funziona perfettamente, soltanto che sta rispondendo a stimoli cognitivi sbagliati, ovvero il corpo sta reagendo a pensieri disfunzionali che ingenerano l’ansia e la tensione nel soggetto ancor prima del rapporto stesso.

Questi pensieri cattivi provocano l’impossibilità del paziente a produrre o a mantenere la giusta erezione: si tratta di tutti quei meccanismi cognitivi che si focalizzano sulla qualità erettile del pene, su quella della performance sessuale e sul destino di quel rapporto intimo.

Quando la mente pensa è estremamente veloce, tant’è che si stima faccia 60mila pensieri al giorno, pertanto in pochi istanti riesce ad elaborare decine di scenari in successione, che seguono un filo logico per il paziente, ma che nel caso preso in analisi è una logica del tutto sbagliata.

Facciamo un esempio: se sto avendo una buona performance sessuale, quindi se ho già stabilito che l’erezione è completa e sta durando, che senso ha andarmene a preoccupare pensando che possa perderla da un momento all’altro perché è già successo in passato?

La risposta è che continuerà a succedere sempre fino a che sono questi i pensieri che accompagnano l’atto sessuale, con lo spostamento dell’attenzione sull’erezione piuttosto che sull’eccitazione e il godimento che innesca emozioni negative di paura, preoccupazione, timore e tristezza.

Il fatto che il paziente si focalizzi sulla propria qualità erettile per stimarla deriva dalla sua insicurezza a monte del rapporto, che crea ed acuisce l’emozione-killer per l’erezione: la paura.

Il modo per mantenere l’erezione – teoricamente semplice, praticamente più complesso – implica in primis la comprensione che il proprio organo funziona correttamente e in seconda battuta la consapevolezza che il calo dell’erezione è una conseguenza della sua preoccupazione (per mantenerla bisogna non preoccuparsi del mantenerla): il compito della psicoterapia cognitivo-comportamentale è proprio quello di spezzare questo circolo vizioso che alimenta il problema inducendo i pazienti, in molti casi, ad astenersi dalla vita sessuale perchè ormai convinti di non riuscire.

L’atto sessuale arriva ad essere qualificato non più come un piacere, ma come un qualcosa che sottopone a stress psicologico, tensione, sofferenza e umiliazione (la persona teme il cattivo giudizio della propria partner, spesso lo anticipa tramite quell’errore cognitivo noto come “Lettura del pensiero”).

Per poter mantenere un’erezione costante, il soggetto deve essere sufficientemente e costantemente eccitato: se il paziente ricevesse una chiamata importantissima durante la pratica sessuale, la sospendesse per rispondere al cellulare, cominciasse la conversazione, di conseguenza si verificherebbe un calo dell’erezione perché l’attenzione è focalizzata sul contenuto della telefonata.

Il meccanismo è identico: nel momento in cui smetto di essere concentrato sulla scena sessuale e mi oriento cognitivamente su tutti quei pensieri sbagliati che abbiamo già analizzato, la reazione fisica non potrà che corrispondere alla perdita dell’erezione.

Non è semplice riconoscere queste dinamiche di pensiero perché avvengono in modo automatico, ma attraverso le indicazioni fornite si può contare su un valido aiuto.

Si consiglia il seguente video “Come mantenere l’erezione: ecco cosa fare!” (A cura del Dott. Pierpaolo Casto)

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