Non riuscire a raggiungere l’orgasmo (eiaculare) durante il rapporto sessuale: cause e rimedi

NON RIUSCIRE A RAGGIUNGERE L’ORGASMO (EIACULARE) DURANTE IL RAPPORTO: CAUSE E COME RISOLVERE

 

In riferimento alla diffusa difficoltà ad eiaculare durante il rapporto sessuale, è necessario dapprima stabilire se il problema sia dovuto ad una causa fisica/organica (di competenza di medici specialisti quali l’urologo e l’andrologo, su consiglio in prima battuta del proprio medico curante) o ad una causa psicologica (di competenza dello psicoterapeuta, il quale andrà a valutare se trattasi di disturbo occasionale legato a circostanze di stress momentanee oppure se di un problema più generalizzato connesso all’ansia da prestazione sessuale).

Dopo aver proceduto agli approfondimenti di carattere medico e stabilita in maniera definitiva, attraverso una serie di accertamenti, la sanità fisica del paziente, si può indirizzare il problema verso la sfera psicologica.

In tal senso, la disfunzionalità eiaculatoria ha a che fare con l’ansia da prestazione sessuale. L’analisi attenta del problema consentirà di cogliere se la difficoltà ad eiaculare si presenti esclusivamente nel corso di un rapporto sessuale oppure se sia generalizzata, ovvero se è sempre presenta, anche nei momenti in cui il soggetto pratica la masturbazione. Questo fatto rappresenta una discriminante importante: quando il paziente riferisce in studio di non raggiungere l’eiaculazione esclusivamente durante l’atto sessuale con la propria partner, ma di riuscire a produrla regolarmente durante l’attività di autoerotismo, la diagnosi corretta è quella di ansia da prestazione sessuale.

Quest’ultima tipologia di ansia presenta diverse facce, di cui la più frequente è quella che la collega alla difficoltà nella produzione o nel mantenimento dell’erezione per un tempo adeguato ad un soddisfacente rapporto intimo. Altre facce dell’ansia da prestazione riguardano l’argomento preso in esame in questo articolo: il più comune disturbo dell’eiaculazione precoce e quello meno comune della difficoltà a produrre l’eiaculazione durante la prestazione.

La prima tappa da affrontare nel trattamento di cura del problema eiaculatorio consiste nell’andare ad indagare su quelli che sono i pensieri che alimentano lo stato ansimante durante la performance sessuale.

A tal proposito, una dinamica particolarmente frequente e interessante è quella secondo cui, iniziata l’attività penetrativa, il paziente inizia a cercare l’eiaculazione desiderando di raggiungere l’orgasmo: la psicologia cognitiva spiega che questo tipo di ricerca ossessiva di ottenere il piacere culminante non farà altro che provocare l’allontanamento dell’oggetto del desiderio, ossia l’orgasmo. Ciò si verifica perché l’orgasmo è una fase spontanea e non indotta dell’attività sessuale: il soggetto, al pari dell’erezione, non  può controllarlo in modo volontario.

L’orgasmo è un momento complesso alla cui realizzazione concorrono meccanismi fisici e psicologici: fino a quando il paziente desidererà di raggiungerlo sospinto dalla paura che ne deriva dall’ipotesi di non essere in grado di conseguirlo, comincerà a temere che si trovi a rivivere l’ennesima esperienza sessuale scarna di piacere e, pertanto, inconsciamente non farà altro che alimentare la possibilità di non ottenerlo, amplificandone la difficoltà.

La comprensione dell’esistenza di un circolo vizioso tra pensieri e conseguenze a livello emozionale e fisico è fondamentale per avviare un processo di guarigione: la paura, infatti, è un’emozione killer che, nel momento in cui si attesta, nella maggior parte dei casi inibisce la produzione dell’erezione o in altri casi il raggiungimento dell’orgasmo.

L’orgasmo e l’eiaculazione sono incompatibili con gli stati emotivi di ansia, paura e preoccupazione in virtù della stretta correlazione che persiste tra psiche e fisico. L’individuo in preda alla paura andrà a riferirsi con schemi cognitivi disfunzionali all’incontro sessuale, prospettando l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo, i giudizi negativi che potrebbero scaturirne dalla propria partner, le conseguenze negative che potrebbero minare a lungo termine la stabilità della relazione amorosa di coppia: fino a quando ci si approccia in questo modo distorto, l’orgasmo rappresenterà sempre più un miraggio, in quanto tenderà ad allontanarsi di volta in volta.

Laddove il problema eiaculatorio non si risolva spontaneamente attraverso un aumento graduale della presa di confidenza con l’intimità della partner e della qualità del rapporto, per sbloccare questa tipologia di dinamiche piuttosto radicata da tempo nella mente (e nel fisico) del paziente e per la remissione definitiva del disturbo, si consiglia un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale, grazie al quale il paziente potrà apprendere le logiche che legano la mente e il corpo. Riconoscendo nei pensieri la causa prima del disturbo di produzione dell’orgasmo, il terapeuta insegnerà le tecniche utili a correggere e ristrutturare i pensieri distorti della persona: cambiando il pensiero, cambia di conseguenza anche l’emozione avvertita. Eliminando l’ansia e la paura si avrà la possibilità di riconquistare il normale raggiungimento del piacere culmine.

Articolo a cura: Dott. Pierpaolo Casto – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

 

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