Segreti per la cura degli attacchi di panico: cosa sono le credenze e le valutazioni

SEGRETI PER LA CURA DEGLI ATTACCHI DI PANICO: COSA SONO LE CREDENZE E LE VALUTAZIONI

Le credenze e le valutazioni sono una parte fondamentale nella costruzione e nel mantenimento del disturbo di panico.

Queste sono degli elementi che troviamo nei pensieri del paziente: ciò che si crede orienta il pensiero, ad esempio nel fronteggiamento e nell’esposizione a determinate situazioni che provocano l’insorgenza dell’ansia come conseguenza del meccanismo cognitivo, moderato da convinzioni e valutazioni sul fatto specifico.

Se mi devo esporre in un ufficio bancario o in uno spazio aperto come la piazza o in un luogo piuttosto affollato come un supermercato da cui sarebbe complicato allontanarsi in caso di necessità, questi luoghi mi producono malessere perché li investo, col pensiero, di paura e di ansia, in quanto reputati pericolosi e più a rischio di essere vittima di una crisi per associazione diretta ad altri luoghi in cui ho già subito un attacco di panico, perciò li evito.

La quasi totalità delle rappresentazioni del disturbo e degli stati che lo fanno conseguire non è su dati di fatto, situazioni concrete o pericolosità reali, bensì è quasi esclusivamente sulla base delle credenze e delle valutazioni del paziente, come abbiamo visto poc’anzi.

In studio ho incontrato una paziente che aveva smesso di uscire il sabato e la domenica con il ragazzo e i suoi amici perché riteneva che i luoghi che avrebbe frequentato (discoteca, pizzeria, pub) l’avrebbero sicuramente fatta sentire male.

Così riferì al fidanzato di non avere intenzione di uscire con lui e con la comitiva per quel fine settimana, motivando la sua decisione di restare a casa col presagio che avrebbe avuto un malore se fosse andata con loro in quei locali, perciò preferiva evitarli.

E così fecero, il ragazzo rimase a casa con lei a guardare il televisore e a mangiare una pizza: quel sabato la paziente non si sentì male come invece era successo la settimana precedente mentre erano insieme in discoteca.

Allora, soddisfatta, si costruì la credenza che non è stata male perché è rimasta a casa e che è un bene non uscire da lì nel week-end, condividendola con il fidanzato.

Parallelamente a questa, ha strutturato la valutazione che il pub, la pizzeria e la discoteca sono luoghi a rischio crisi di panico, al contrario della casa che rappresenta il suo posto sicuro e protetto.

Queste valutazioni e queste credenze diventano vere e proprie regole di interpretazione attraverso le quali il paziente con disturbo di panico sa già cosa fare e come potrebbe sentirsi, perché assegna a ogni spazio un grado preciso di pericolosità e un valore di probabilità di avvertire malessere esponendosi ad essi.

Si autoconvice che questo suo “manuale mentale” sia reale e, pertanto, non processa mai la singola situazione per verificare che sia diversa dall’altra: egli fa di tutta l’erba un fascio, tutte le circostanze, i luoghi e i giorni sono uguali.

È tanto forte la sua credenza su questo punto che sicuramente avvertirà il malore ancor prima di dirigersi in uno spazio preciso, perché investe tutto con ansia anticipatoria e predispone il proprio stato d’animo ad avere paura.

Si consiglia il seguente video “Attacchi di panico: la cura definitiva” (A cura del Dott. Pierpaolo Casto)

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