Dagli attacchi di panico si guarisce?

DAGLI ATTACCHI DI PANICO SI GUARISCE?

Almeno due terzi dei pazienti che si ricevono in studio hanno la convinzione di non poter guarire, pur mantenendo la speranza di poterlo fare, altrimenti non si motiverebbe la loro presenza e la ricerca di cure.

Tuttavia si presentano molto scettici perché lo specialista che si ritrovano dinanzi è, nella maggior parte dei casi, l’ennesimo cui si sono rivolti per guarire il malessere e la sofferenze indotti dal disturbo di panico che, magari, persiste da diversi anni.

Spesso raccontano di essersi sottoposti a diversi trattamenti farmacologici o di psicoterapia, risultati puntualmente poco giusti e vani ai fini della risoluzione.

I pazienti che convivono da vario tempo con le crisi di panico hanno una personalità ormai scoraggiata: essi raccontano della grande speranza di poter guarire, però lo fanno con sfiducia dal momento che i percorsi curativi intrapresi precedentemente non hanno dato esiti positivi, perché il problema è lì intaccato, quasi tendesse alla cronicizzazione.

Parlare di “cronicizzazione” in merito al problema di panico non è corretto in realtà: quando ci si riferisce a un problema cronico si pensa a una patologia che accompagnerà la persona per tutta la sua vita, come ad esempio un disturbo cardiaco, l’ipertensione, il diabete, in presenza dei quali, per tamponare il corredo sintomatologico che li caratterizza, diviene necessaria la somministrazione di farmaci specifici che non sono curativi, ma palliativi rispetto ai sintomi.

Per quanto concerne gli attacchi di panico non è così: è un disturbo della famiglia dei disturbi d’ansia e in quanto tale non è cronico.

Esso fa soffrire la persona insorgendo talvolta con delle manifestazioni particolarmente potenti e violenti, anche con una certa frequenza, tuttavia si può trattare e curare definitivamente.

I pazienti che arrivano a richiedere la consulenza dopo diversi anni di convivenza con il problema, lo fanno perché fino a quel momento hanno avuto a che fare con percorsi inadeguati che non sono andati a intervenire sugli aspetti fondanti del disturbo.

La mia personale esperienza sul campo include l’incontro di pazienti che hanno vissuto l’esordio del disturbo addirittura vent’anni prima dell’inizio del percorso curativo o che, al contrario, si sono sottoposti alla psicoterapia appena una settimana dopo le prime crisi di panico: si può trarre la conclusione che minor tempo intercorre fra l’insorgenza del primo attacco e l’inizio del trattamento adatto, maggiore sarà l’incisività dell’intervento.

Se, infatti, sono state strutturate delle credenze riferite al disturbo, ai sintomi, alla propria condizione e tali interpretazioni sono interiorizzate da vent’anni, è ovvio che sarà più complicato e arduo sradicarle rispetto a chi o non le ha strutturate o l’ha fatto da poco tempo.

Non si tratta sicuramente di una regola fissa né di una legge scritta perché, è utile ribadire il concetto, tutti possono guarire dal problema di panico a patto che ci sia un grande impegno del paziente, a maggior ragione di colui che ne soffre da più anni.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è piacevole perché insegna e spiega come ragiona la mente umana, fornisce delucidazione su quegli aspetti del pensiero che sono alla base delle emozioni vissute e delle condotte attuate.

La lunghezza della durata del percorso è dunque proporzionale al livello di strutturazione delle valutazioni del paziente e al suo grado di impegno nello studio delle strategie e delle tecniche predisposte dall’esperto nel corso delle sedute.

La guarigione è una vittoria di tutti, condivisa dal paziente e dallo psicoterapeuta: la ricetta vincente è avere motivazione, seguire i consigli dell’esperto e metterli subito in pratica.

Come si suol dire, l’appetito vien mangiando e un elefante mangia un boccone alla volta: si possono conseguire grandi risultati in breve tempo.

In media, il trattamento di cura di psicoterapia si aggira attorno alle 18-20 sedute: un eventuale prolungamento non va inteso come un dramma, ma come bisogno di un lavoro maggiore del paziente per arrivare alla soluzione di guarigione completa e reale.

Si consiglia il seguente video “Come curare l’ansia” (A cura del Dott. Pierpaolo Casto)

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