Come risolvere l’ansia da prestazione in modo definitivo

COME RISOLVERE L’ANSIA DA PRESTAZIONE IN MODO DEFINITIVO

In questo approfondimento cercheremo di dare una prima risposta al quesito posto da numerosi pazienti circa il percorso da intraprendere per risolvere l’ansia da prestazione in modo definitivo.

“Risolvere” vuol dire eliminare il sintomo, ovvero curare per non assistere più a un calo dell’erezione se il soggetto racconta di perderla durante il rapporto, o per riuscire ad avere l’erezione se, invece, riferisce di non essere in grado di produrla nel momento in cui è richiesta una performance sessuale, o ancora per poter eiculare nel momento reale in cui si ottiene l’appagamento orgasmico dall’incontro sessuale (nè prima di ciò, come accade a causa dell’eiaculazione precoce, né dopo/mai, come invece succede a causa dell’eiaculazione retrogada che richiede la masturbazione manu propria od operata dalla partner per raggiugere l’orgasmo).

Queste ultime due casistiche in realtà sono più rare rispetto a ciò cui si riferisce propriamente l’ansia da prestazione, ossia la mancanza e/o la perdita della condizione erettile del pene prima o durante i rapporti intimi.

Per poter risolvere occorre capire, pertanto nessun farmaco consentirebbe di conseguire questo obiettivo perché il discorso va affrontato dal punto di vista psicologico, cioè mirando alla comprensione dei pensieri che sottendono alla difficoltà d’erezione.

Ogni pensiero che il paziente può fare – dal momento che durante l’atto sessuale non si focalizza esclusivamente sulla scena, perché se volgesse la sua completa attenzione su di essa non avrebbe problemi d’erezione e di ansia da prestazione – va a focalizzarsi sulla propria erezione, del tipo:

  • “Ho l’erezione?”
  • “Riuscirò ad avere l’erezione?”
  • “Se riuscirò ad avere l’erezione, sarò in grado di mantenerla sufficientemente per completare il rapporto sessuale?”
  • “Se non dovessi avere l’erezione, che cosa penserebbe la mia partner?”
  • “Quali sono le cause di queste difficoltà erettili?”

Tutto questo flusso di pensieri e di quesiti viene posto in atto durante l’intimità con la donna che è lì, nuda ed eccitata, in attesa di dare seguito ai preliminari attraverso la penetrazione.

Questa serie di meccanismi cognitivi che inducono il soggetto a tematiche legate alla propria qualità erettile porteranno inevitabilmente, a livello emozionale, paura e tristezza.

Quest’ultime due sono stati emotivi contrari all’erezione contribuendo a inibirla perché il paziente si approccia all’atto sessuale con il presagio e la tensione della defaillance.

Ansia e paura non agiscono da vasodilatatori, bensì da vasocostrittrici che restringono i vasi sanguigni e inibiscono il flusso di sangue verso il pene.

La comprensione di questi meccanismi è imprescindibile per avviare un percorso risolutivo.

A tal proposito, un piccolo consiglio di fondamentale importanza è quello di restare concentrati sulla scena sessuale e sulla partner perché, così facendo, l’erezione arriverà di conseguenza spontanea e naturale in quanto il livello di eccitazione risulterebbe costante e adeguato.

È tutto un gioco di pensieri, sottile, ma una volta compreso è risolutivo.

Si consiglia il seguente video “Come risolvere l’ansia da prestazione in modo definitivo” (A cura del Dott. Pierpaolo Casto)

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