Categoria: ANSIA DA PRESTAZIONE

L’eccessiva masturbazione: perchè accade e come risolvere

LA TROPPA MASTURBAZIONE: PERCHÈ ACCADE E COME SI RISOLVERE

In questo articolo ci occuperemo di analizzare la masturbazione intesa come pratica compulsiva, dando indicazioni sulla distinzione da una pratica normale e su quelle che possono essere le pratiche d’intervento e di cura per risolvere il problema.

Per stabilire se la masturbazione è eccessiva non basta conteggiare il numero di volte al giorno in cui essa accade per far sì che il paziente se ne renda conto, bensì occorre scrutare il suo campo cognitivo laddove ci si potrà accorgere che la pratica di autoerotismo è diventata un momento di difficoltà, ma che, malgrado questa sofferenza, il soggetto non riesce a frenare l’impulso compulsivo a masturbarsi.

Compulsione significa ossessione: il paziente avverte al suo interno un’agitazione psico-motoria che riesce a sedare soltanto masturbandosi.

Egli percepisce disagio derivante dal senso di doverizzazione all’atto, dalla continua e sempre nuova ricerca di materiale pornografico stimolante ed eccitante, dall’impossibilità di bloccare l’impulso ossessivo, dall’imbarazzo verso la sua sessualità impropria, anormale e insoddisfacente.

A differenza di chi pratica una masturbazione normale che, una volta completata, prova piacere e soddisfazione dall’azione autoerotica che termina lì per alcuni giorni o anche settimane, il paziente con ossessione-compulsione non ricava appagamento orgasmico in quanto la sua si configura semplicemente come una dei tanti, troppi scarichi di pulsioni e agitazione destinato a ripetersi a breve.

Non avendo partner con cui condividere la propria intimità, per lui la pratica sessuale in solitaria è quella principale: la mancanza di una donna rappresenta sicuramente un’aggravante del problema, tuttavia succede che, pur avendola, tende a prediligere l’attività masturbatoria in quanto si considera inadeguato nel momento in cui consuma un rapporto con lei.

Questo senso di inadeguatezza è conseguenza del problema: praticando la masturbazione con ossessione e compulsione, il paziente ha bisogno di rinnovare sempre il materiale pornografico che possa garantirgli l’eccitazione sufficiente a conseguire l’erezione, tuttavia, così facendo, finisce per strutturare un’idea della pornografia come riferimento a quello che dovrebbe essere il canone di sessualità e per orientarsi su gusti sessuali perversi, allontanandosi al contempo da quello che dovrebbe rappresentare un atto sessuale normale, ovvero un incontro tra due persone che si amano e vogliono bene e che si fondono nel rapporto stesso.

La troppa masturbazione va identificata, quindi, a livello cognitivo, perché la persona riferisce di essere sempre insoddisfatta e non è felice di ciò che ha fatto in quanto gli subentra il senso di colpa e riconosce che a livello fisico e psicologico ci sono dei cambiamenti importanti e debilitanti: il senso di autostima e di autoefficacia vengono minati; la stanchezza cronica, che è anche astemia o addirittura depressione, gli compromette di tessere relazioni interpersonali.

Tutti questi sintomi lo consapevolizzano di essere vittima di un problema che, spesso e volentieri, viene tenuto nascosto agli altri per imbarazzo o per vergogna, cercando di risolverlo adottando le strategie più disparate e inefficaci: come ad esempio nascondendo il cellulare, allontandando la possibilità di una connessione a internet, ecc.

Ma il risultato è vano, perché dopo poco ricade inesorabilmente nel disturbo in quanto non trattasi semplicemente di vizio, bensì di una vera e propria dipendenza innescata da meccanismi fisiologici e psicologici dove il paziente, nel corso del tempo, riconosce di aver aumentato la frequenza masturbatoria e che la soddisfazione appare sempre più marcata, ma senza riuscire a frenare la sua agitazione psico-motoria come fosse in crisi di astinenza da droghe.

Da qui lo scoraggiamento e lo sconforto che lo rende ancor più vulnerabile, ma che con le conoscenze e gli strumenti giusti può porre rimedio al problema: in primis è necessario non disperarsi, non sentirsi umiliati da se stessi e non vergorgnarsi di chiedere aiuto a una persona competente che in breve tempo può guidare la persona a uscirne fuori.

Lo strumento elettivo è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, la quale fornisce l’insieme di tecniche e di strategie di soluzione che aiutano il paziente alla comprensione preliminare del problema, a partire dalle cause, su cui agisce, per rimuoverle, l’intervento dello specialista.

Per porre rimedio definitivo a un disturbo, infatti, non è sufficiente sedare i suoi sintomi, ma occorre sradicare ciò che sta prima di essi, altrimenti la persona rischia di ricadere se la causa è intatta in sé.

Lo psicoterapeuta insegna un cambiamento che sarà sia a livello di ragionamento (elimina l’insieme di credenze sbagliate e disfunzionali) sia a livello di comportamento (predispone strategie adattive per risolvere la condotta disfunzionale della masturbazione eccessiva): ciò ridonerà al paziente la sua autostima e una sessualità finalmente regolare.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2019 Frontier Theme